DAL FRIULI VENEZIA GIULIA NASCE IL GRUPPO "AMICI DELLA PENNA".

AMICI DELLA PENNA

ITALIA FUTURO 1- I VOLTI DELLA MAFIA

di Luigi Morandini & Augusto Monda

 

 

La mafia storica in tempi antichi si identificava con organizzazioni locali di “vendicatori” dei torti subiti dalla classe più povera della Sicilia. Fu il tempo dei fantomatici “Beati Paoli” che per fantasia e difesa dell’ordine sociale godè di una fitta rete omertosa pubblica in contrapposizione alla mancanza di opportune istituzioni statali. Successivamente con la conquista sabaudo-piemontese della Penisola i fenomeni mafia-Beati Paoli si attenuarono. I “vendicatori” cedettero le “loro competenze” ad una giustizia più attiva. Ma se “i padrini romantici” decaddero, altri diversi ( in particolare “picciotti” violenti) ne ereditano la sostanza ed i metodi facinorosi e scellerati. Da ciò nacque un nuovo volto della “mafia”, quella di “organizzazioni criminali” dedite allo sfruttamento della prostituzione,allo spaccio della droga, all’estorsione, alla eliminazione fisica dei concorrenti e quant’altro qui si sottende, che corrono lungo un filo rosso di sangue dall’America all’Italia. Paradossalmente, l’intervento più presenziale dello Stato sul territorio causò l’eliminazione della cosiddetta “mafia romantica” e l’insorgenza di una nuova mafia delinquenziale che andò a lavare i propri panni ( a mò di Manzoni) nelle acque di Brooklyn o di Chicago, ecc. . Dopo il 1982 con l’assassinio del generale Dalla Chiesa, il governo Spadolini fa sorgere l’ “Alto Commissariato per la lotta alla mafia” condotto con alterne vicende ed interessi personalissimi che si deteriora fino al completo fallimento segnato dall’ assassinio di Giovanni Falcone, il cui lutto causerà la nascita della DIA ( Direzione Investigativa Antimafia). Ancora paradossalmente lo Stato nel mentre si organizza per combattere le nuove organizzazioni criminali non s’avvede della nascita della terza stagione della “mafia” e anzi ne agevola la formazione attraverso diverse infedeltà di funzionari e contrapposizioni competenziali di magistrati. La terza stagione della mafia, quindi, è quella che sposta le interfessenze mafiose verso altri scopi per via della evoluzione culturale della stessa criminalità che dall’essere una precipua organizzazione del malaffare, si trasforma in una organizzazione di potere. I vari “antichi capi-bastone” sopravvissuti al momento evolutivo della terza stagione saranno pian piano assicurati alla Giustizia ( i cosiddetti latitanti) con gran clamore dei governanti di turno che se ne prendono i meriti. Però mentre la mafia criminale resiste in residuati piccoli ma violentissimi esponenti, ben altra via segue “la mafia evoluta della terza stagione”: essa s’addentra nelle Istituzioni dello Stato, nei palazzi dei governi, nelle stanze dei bottoni, nella gestione degli appalti, nella lunga teoria delle connivenze locali e della crazione dei “debiti derivati”. Essa è parte del comando e vive tra noi indisturbata avendo indossato giacca e cravatta o adottato strunenti costitutivi di partito.

 

SCONFIGGERE QUESTA TERZA MAFIA CHE SECONDO IL NOSTRO PARERE HA ESPONENTI NELLE ORGANIZZAZIONI DI PARTITI POLITICI O DI MOVIMENTI SIMULANTI ALTRETTANTI PARTITI DI ASPIRANTI ALLA MANGIATOIA PUBBLICA SEPPUR “ D’UMILTA’ VESTUTI” (mi perdoni Dante!!!), SARA’ IL FUTURO COMPITO DELLA GENERAZIONE DI NUOVI GOVERNANTI “PULITI, ONESTI, VERSATI PER VOCAZIONE E PASSIONE ALLA COSA PUBBLICA E NON ALLA GESTIONE DEGLI ODI E DELLE DEMONIZZAZIONI DEGLI AVVERSARI”.

 

CIO’ SARÀ POSSIBILE ATTRAVERSO IL “SANO RITORNO AL NAZIONALISMO” SENZA FRONTIERE DI DESTRA, SINISTRA E DI CENTRO. TUTTI NOI CHE RISPETTIAMO ED AMIAMO LA PATRIA ABBIAMO IL DOVERE DI UNIRCI IN UNA LOTTA CIVILE, DEMOCRATICA E SERIA PER LA CONQUISTA DEL DOMANI.