Il Mondo sta cambaindo.

Il mondo sta cambiando a velocità neppure immaginabili. Sta trasformando radicalmente tutte le strutture rigide che il mare

del passato ha depositato sui lidi del presente. Con la pretesa mai tradita di essere sempre contemporanei alla posterità, tocca a noi cominciare la traversata e traghettare verso l’avvenire il frutto del lavoro programmato. Non possiamo rassegnarci a vivere passivamente in una realtà che invece richiede con forza il nostro apporto. Non possiamo condannarci ad essere complici di una logica di metallica superficialità. Non possiamo essere attori inconsapevoli in un contesto in cui l’unico valore condiviso sembra essere lo spread fra btp e bund, mentre crescono a dismisura spread ben più problematici. Differenziali di cultura, di benessere, di accesso alla conoscenza. Ce la faremo. Dobbiamo essere ottimisti, perché il futuro dell’uomo è prima di tutto costruito dalle mani dell’uomo. Dobbiamo saper decifrare i segni e individuare la giusta rotta. Ciò che ci chiama a fare la nostra identità di liberi cittadini è di spiegare le vele e navigare con fiducia verso il futuro, qualunque cosa esso ci riservi. Una certa idea per costruire il domani, dalla quale ripartire e sulla quale lavorare. Ed è quella di rimettere al centro l’uomo, di far capire quanto sia importante investire nella cultura e nell’educazione perché la cultura e l’educazione sono il più grande motore di sviluppo e la migliore garanzia di democrazia.

IL LUNEDI DEL VOLONTARIATO POLITICO: 23.05.2016

     

NUOVA ITALIA SU ORDINAZIONE

 

DA MARCO A MATTEO

 

ISTAT: NATALITA’ A LIVELLO 1918

 

 

 

Senz’altro la morte di Marco Pannella è stato l’evento che ha monopolizzato e catturato i media nella settimana.

 

Analizzando l’eccentrica figura di Marco si può capire la storia d’Italia e prefigurare il suo futuro. Ma come è mai possibile leggere tanta storia nel “diaframma politico” di un solo personaggio che è stato considerato, prima un saltimbanco e poi uno “statista mancato”?

 

Tutti, diciamo Tutti, hanno sentito il dovere di omaggiarlo nel suo rifugio domestico a due passi dal Quirinale, sentori che i suoi giorni di vita ormai potevano essere pochi.

 

Andiamo per ordine, il giovane Marco incarnò “personalmente” negli Anni ’70 l’ordine di rinnovamento italiano tramite il riconoscimento dei diritti civili con un movimentismo atipico, tant’è che riusciva a dettare il giornale dei lavori ai Partiti e ridimensionare il Vaticano . Infatti è stato l’anti-vaticanista per eccellenza, riuscendo a motivare i relativi Referendum senza rischiare “patrimoni politici elettorali” di propria pertinenza. Quando raggiunse l’8% per “induzione emotiva” se ne dolse.

 

Ha raggiunto un leaderismo politico etereo e sostanziale, senza grandi risorse economiche e senza voti. E’ stato l’emblema della politica quale “Arte del Possibile”. Non è replicabile come qualsiasi artista nella sua vocazione. Allora nessuno pensò di porlo come espressione dell’anti-politica. Tutti se ne servirono, e lui di tutti si servì, nell’ottica del raggiungimento degli obiettivi di rinnovamento. Fu uno dei principali personaggi sponda per preparare il “dilaniamento dei partiti”, che fu poi sancito con Tangentopoli, per poi passare al Movimentismo Civico basato sul leaderismo e non sugli iscritti. Capiamo perché non volle mai un Partito e non volle mai personaggi di grande spessore al suo fianco. Fino a che ha potuto ha collaborato con la sola Emma, tanto da portarla al soglio Quirinalizio, ma senza successo. In ultimo seguendo la sua “Arte Politica”, incomprensibilmente ruppe anche con lei. Ha collaborato alla destituzione e alla elezione di tutti i Presidenti della Repubblica da Leone in poi. E’ stato sempre più un curatore della politica Quirinalizia, che di quella Parlamentare di Montecitorio. Tanto è stato sempre convinto che la “ricetta dei cambiamenti politici” in Italia sarebbero sempre prima arrivati al Quirinale per poi passare alla “cucina Parlamentare”. Concorse a far capire agli italiani come nel sistema fosse possibile eleggere il “nulla” con Cicciolina, poi la Seconda Repubblica ne confermò la triste tesi concretizzandone una “deriva”. E’ stata forse la prima figura antesignana a far capire al popolo che il voto nell’urna è rispettato, quasi sempre, solo qualora risultasse in armonia con l’ “ordinazione dei cambiamenti”.

 

In un Paese, che qualcuno dipinge come una miscela tra servi e padroni, il popolo del non-voto che ha capito l’antifona, da tempo si adegua e non vuole compromettersi, vuole solo capire chi è il padrone, sperando che sappia poi svolgere il ruolo. Fino ad oggi è rimasto inattivo e deluso!!!!! Ultimiamo il tratteggio su Marco rilevando che la considerazione della Bonino sulla partecipazione di gran parte della gente quale celebrazione dell’ipocrisia è perfetta. Marco avrebbe meritato la camera ardente al Quirinale, perché quella è stata da sempre la sua casa politica. Qualcuno dice che avrebbe meritato un Seggio al Senato. Forse, ma crediamo che nelle sue “originali ambizioni personali”, forse non c’era quella di scendere di livello solo per l’apparenza. Oggi è Matteo a guidare il “cambiamento su ordinazione”, sempre con lo stesso modello del referendum. L’esordio dei Comitati per il Si è stato un festival del paradosso. Dice il Presidente che se vince il No, vince l’inciucio. Quando è lui l’espressione ultima dell’analisi di cui sopra su Marco, l’ “inciucio fatto persona”. Non andiamo oltre per rispetto istituzionale e passiamo agli altri eventi della settimana:

 

· A Roma scende da Torino il nuovo Prefetto la D.sa Paola Basilone, già vice Capo della Polizia nominata nel 2011 dal leghista Maroni. Ha risposto egregiamente al movimentismo dei No-TAV ora si misura su Mafia Capitale da bonificare. Auguri;

 

· Sempre a Roma si sviluppa sempre più aspramente il duello tra i candidati sindaci. La lotta esprime la paventata inadeguatezza. Tangentopoli ha tagliato le gambe al tavolo culturale della politica, sul “solo piano” sono riuscite a salire le “formiche”. Chiediamo perdono per esserci lamentati a suo tempo dei Darida, Argan, Petroselli. Ma non perdiamoci nel qualunquismo dobbiamo optare “per quello che passa casa”. Da Volontari per la Politica vediamo con favore solo i candidati che risultano estranei al disastro romano;

 

· Renzi enfatizza l’approvazione del riconoscimento della flessibilità da parte della EU., mentre minimizza il fatto che dal 2017 occorrerà impostare una manovra di almeno 80 mld, 40 a recupero e 40 sulla crescita per recuperare un PIL decente. Servirà una “FerrarItalia” con un vero mercato dell’impresa e del lavoro, in cui non si competi solo sul costo del lavoro, ma sulle produttività secondo un Piano Industriale Integrato . Sarà in grado Renzi a dare una prospettiva di programmazione a questo scenario? Riuscirà a creare le vere liberalizzazioni al posto delle privatizzazioni, riducendo lo Stato al solo controllo integerrimo e minimizzando la Casta? Questi sono i compiti che dovrà affrontare il PdC. Capiamo il perché continua a dire, “se vince il NO lascio”……e te credo………;

 

· L’Istat fotografa un’Italia al palo. Il jobs act ha perso il fascino della “convenienza”, logica conseguenza dopo la fine degli allettanti incentivi. L’occupazione è stagnante, la natalità si riduce a quella del 1918, 15000 bambini in meno. Manca il lavoro, perché mancano “i Validi Padroni Cooptati ”, finora i “nominati” si sono dimostrati incapaci a dare una Programmazione Industriale al Paese, organizzandone una Programmazione. Marco Pannella si rifiutava di dare enfasi alla lotta generazionale, perché in un Paese che va nella giusta direzione, c’è bisogno del giovane e del pensionato che insieme lavorano al Progetto Nazionale. Purtroppo il guaio è che non ci sono idee, c’è solo la lotta ad essere “ riconosciuti delegati all’ordinazione del cambiamento”….e basta;

 

· La Boschi, nel delirio “Renzoschi”, dall’Annunziata afferma che i veri partigiani voteranno SI al referendum sulle riforme. Questo è il risultato per aver cooptato ai Rettorati Politici gli Assistenti. Non entriamo nel merito dell’ingenuità dell’affermazione, ma come si fa a scatenare comitati e lotte referendarie, se nemmeno sappiamo quali sono i quesiti specifici referendari. Altro che formiche…………

 

La nostra percezione del perchè si voglia insistentemente perseguire il fascino dell’Unico a tutto campo: Partito, Giornale,Sindacato, Grande Industria, Banca è nella consapevole incapacità di armonizzare un “sano sistema”. E poi fa brodo per continuare a campare alla giornata!!!!!!!!!!!!……Altro che carte da giocare……Speriamo che al risveglio non siano indispensabili i soli …..Volontari!!!!!!!!!!

 

 

 

Buona settimana e al prossimo lunedì.

 

 

 

 

IL SEGRETARIO GENERALE                                         IL PRESIDENTE

 

      Sandro Scarfini                                              Gerardo Rosa Salsano

SAVONA: COSTITUZIONE IN PROVINCIA DEL MOVIMENTO POLITICO “ VOLONTARI PER L’ITALIA – VOI”

Desideriamo recuperare il buono della Prima e il poco della Seconda Repubblica per reclutare e formare i giovani per la Terza Repubblica.

Scendo nuovamente in campo perché è sotto gli occhi di tutti che la mediocrità portata ai vertici ha prodotto lo sconquasso morale e professionale che conosciamo. Chi mi conosce sa che il mio impegno in politica è sempre stato improntato al miglioramento delle condizioni economiche – sociali della nostra comunità. Sono e sarò sempre un socialdemocratico cattolico e riformista ed è quanto ritrovo, in termini di valori, nel movimento politico “Volontari per l’Italia” ,che mi appresto a rappresentare nella nostra Provincia. Nella qualità di Amministratore non sempre sono riuscito a portare avanti tutte le istanze che mi ero prefisso. Ho anche certamente commesso errori di valutazione politica, come l’esperienza nell’ Italia dei Valori nella quale mi legava solo la sincera amicizia con l’On.le Giovanni Paladini, che è stata per la mia onestà intellettuale massacrante e deludente per le logiche di convenienze politiche che mi sono rifiutato di portare avanti. Non dico altro per non alimentare inutili e sterili polemiche.

Quello che ora mi interessa è portare avanti, insieme a molti amici che condividono le idee del Movimento e che vogliono intraprendere, con il nostro leader nazionale l’ingegner Gerardo Rosa SALSANO, un nuovo percorso che potrà portare l’Italia fuori dall’attuale periodo di stallo economico e sociale ad essere apprezzata nel resto del mondo.

In questa mia scelta ho avuto l’onore di conoscere l’ingegner Gerardo Rosa SALSANO, presidente del CAD sociale( I centri di Ascolto del Disagio (CAD) sono libere associazioni di cittadini desiderosi di contribuire con la propria azione e il proprio impegno allo sviluppo sociale del Paese. I circoli sono luoghi di dibattito, di elaborazione socio-politica e di azione concreta dei cittadini verso le necessità reali della gente), che con ammirevole entusiasmo e continuità,donava e dona sé stesso per recuperare e sminuire disagi sociali, facendosene promotore e risolutore integrato. Il progetto, che stiamo trasferendo su tutti i fronti nazionali ed internazionali, ha come obiettivo la visione di una Italia in una diversa Europa più Mediterranea. Questo è stato possibile grazie al lavoro del CAD che già possiede una rete relazionale nell’ambito delle principali città del Mediterraneo.

Il nostro Movimento si basa su un progetto che vuole agevolare la partecipazione diretta della gente senza più deleghe in bianco. Il nostro movimento dovrà e saprà essere un laboratorio di idee, come avveniva nella Prima Repubblica. L’Italia, purtroppo , è l’unico Paese in cui manca questa risorsa.

Non siamo “grillini”. Per noi l’antipolitica è stato tutto il ventennio della Seconda Repubblica.

Il 5 settembre 2012 a Roma vi è stata la “convention” del nostro Movimento Politico basato sul volontariato.

VOLONTARI PER L’ITALIA – VOI – significa aggregare la spontaneità popolare per far partecipare tutti alla vita pubblica e consentire al Paese di uscire dall’emergenza politica dopo i disastri causati dai protagonisti della Seconda Repubblica. Nell’ultimo anno il Paese è stato rappresentato da un governo tecnico che ha incarnato in positivo lo spessore del Paese anche se solo dal punto di vista professorale. Mentre Monti parla di crescita potenziale noi,invece, puntiamo ad una crescita effettiva, reale che venga incontro ai bisogni concreti delle famiglie in difficoltà, dei giovani senza lavoro, delle coppie che non hanno la possibilità di costruire un futuro degno di questo nome per i propri figli e un riguardo attento alle persone anziane.

Il “premio di rischio” (termine italiano dello spread)siamo noi Volontari i primi a pagarlo, rinunciando ad ogni compenso nell’eventuale elezione di nostri candidati, ma mettendo da subito in atto un grande capitale formato dall’insieme delle risorse umane, professionali e di cui vi è prova concreta dell’ attaccamento ai nostri valori di riferimento che si richiamano . Le recenti prolusioni del Cardinal Bagnasco non hanno fatto che confermare quanto noi diciamo e stiamo facendo da tempo. Un azionariato popolare politico di persone oneste. Non accettiamo e non accetteremo nessuna condizione o nessun compromesso per raggiungere miscele inquietanti al solo scopo di vincere.

Abbiamo iniziato una vera rivoluzione nel mondo politico, abbiamo avvicinato alla politica tutte quelle persone che non sapevano essere furbi o non sapevano gestire compromessi comunque insostenibili. Abbiamo dimostrato che un azionariato popolare già fatto con il volontariato e senza elementi finanziari provenienti dall’esterno, ha potuto produrre una voce d’insieme impegnata in campo nazionale . Questo grazie all’utilizzo dell’unico sistema per vincere il conflitto di interesse della comunicazione , ossia attraverso internet e i social network.

Sicuramente anche il nostro Movimento Politico sarà impegnato nell’agone politico delle prossime elezioni ,con persone che si richiamano ai valori sopra enunciati. Punteremo ai progetti e non alle poltrone. La nostra è “l’altra politica” oltre la sinistra e la destra scavalcando il centrismo statico casiniano.

ROSARIO TUVE’

SEGRETARIO POLITICO

VOI – PROVINCIA DI SAVONA

 

Nasce il VOI ad Avellino

Si è costituito anche ad Avellino il VOI VOLONTARI PER L’ITALIA. Il Dr, Eugenio Rescigno è il segretario politico del Movimento. Il gruppo di lavoro è costituito da primari professionisti ed imprenditori della provincia.

 

Interviene il Neo Segretario Rescigno: Il CAD di Avellino,che non ha mancato di esprimersi ,anche sulla stampa locale,in occasione della vicenda del riordino delle province,ha seguito il suo programma di impegno sociale ed ha allo studio una proposta organica,da prospettarsi a livello nazionale,per un assetto più omogeneo e funzionale degli enti locali,in particolare quelli territoriali,nel cui ambito proprio la Provincia può trovare un suo migliore ruolo.

La attività nel senso sopra detto ha come suo presupposto la valutazione del grado di disagio sociale che uno smembramento territoriale,come quello del “riordino delle province”può comportare se lasciato nella sua attuale formulazione.La soluzione da proporre deve essere quella che può far conseguire dei vantaggi in termini di minore spesa,ma senza alcun trauma di particolare rilievo per i cittadini;una soluzione imposta,invece,che tenda solo al probabile risparmio,con un costo elevato in termini di sacrificio individuale per la maggior parte dei cittadini non sarà mai passivamente accettata da CAD,il quale,in tal caso ,chiederà in modo perentorio che il conseguimento del risparmio invocato sia indirizzato verso altri tipi di intervento che non si esimerà dall’indicare.

 

Interviene l’avv Rossi, portavoce del VOI di Avellino e provincia: A rafforzare l’azione del CAD si affianca quella più prorompente del Movimento dei Volontari per l’Italia ( VOI ),nella sua espressione provinciale che si propone di catalizzare la protesta,trasformandola in proposta ed affermazione politica della volontà popolare.Più in particolare,il VOI di Avellino,nella prospettiva della imminente presentazione ufficiale del Movimento,ha predisposto il suo programma di intervento (che estenderà alla riflessione degli amici delle altre sedi locali e dei dirigenti nazionali ),ove sarà evidenziato il problema di fondo della democrazia italiana,rappresentato dalla antinomia del rapporto “mandante-mandatario”,cioè elettore-eletto,che si è consolidata,ma che deve essere superata con il ripristino del giusto binario;solo così è possibile costruire un efficace ragionamento politico e prospettare un più adeguato modello di comunità,imperniato sulla attività di democrazia diretta e sempre meno su quella delegata (agli eletti ).

 

Conclude il Presidente Salsano: E’,tuttavia, fondamentale la convinzione e la partecipazione,per cui i lavori e gli spunti di riflessione saranno diretti a tutti i cittadini perché oggi “dire basta,non basta”più, e qui ad Avellino ne vedremo delle belle.

POLITICA - CAPITALISMO - FINANZA, UN MALE INGUARIBILE

di manlio marucci*

 

Quasi tutti gli economisti dei paesi capitalistici e ora anche dei paesi in forte sviluppo economico e finanziario, siano essi progressisti dell’area dei cd paesi ex socialisti o conservatori, concordano sul fatto che negli ultimi sessant’anni, anche dopo le recenti tempeste che hanno sconvolto il capitalismo finanziario a livello mondiale, i governi centrali hanno avuto a disposizione e hanno utilmente impiegato strumenti per controllare il livello di attività economica e impedire il manifestarsi di depressioni di una certa gravità.

 

L’idea che gli stati, attraverso le banche centrali, possano intervenire pesantemente sul mercato attraverso misure di intervento sulla spesa e sulla pressione fiscale, regolando l’afflusso di moneta, intervenendo soprattutto sul lato del sostegno al sistema bancario, ridurre la disoccupazione a livello molto inferiori a quelli registrati nel pieno delle passate depressioni, è stata da diversi anni accettata dagli economisti ortodossi e dai politici legati al sistema di governance liberista come la dimostrazione che il funzionamento del capitalismo fosse in pratica il migliore possibile.

 

E’ sicuramente vero che dopo la seconda guerra mondiale del secolo scorso non si sono verificate depressioni paragonabili a quella esplosa con la crisi del 2008 che ha sconvolto tutto il modello di sviluppo economico dell’occidente con ripercussioni sugli equilibri di tutto il sistema internazionale, ma ciò è avvenuto proprio perché economisti, politici e istituzioni sovrannazionali tra cui la BCE il FMI e FED si sono messi di concerto ad elaborare misure di controllo sulla spesa pubblica, fiscali e soprattutto di politica monetaria per regolare la crisi ogni volta che minaccia di esplodere. Forse è il caso di precisare come il forte debito pubblico che viene registrato da tutti i paesi avanzati, con particolare riferimento agli Usa – attraverso politiche di tipo keynesiano - è stato determinato da un enorme aumento della spesa pubblica destinata prevalentemente agli armamenti e ad alimentare guerre per il loro dominio egemonico . Avvalendosi della strutture finanziarie che elaborano modelli di intervento di finanza speculativa generano squilibri territoriali inceppandone il regolare sviluppo economico e sociale.

 

La teoria della controllabilità del livello di attività economica è valida per tali economisti indipendentemente dalla destinazione della spesa. Con il 30 per cento o più della popolazione mondiale che vive al di sotto della norma ufficiale di povertà con la necessità di costruire abitazioni a buon mercato, di controllare l’inquinamento e di aumentare drasticamente gli investimenti nei trasporti, nella ricerca, nella cultura, nella sanità e nel sociale, non sarebbero mancati gli obiettivi meritevoli di essere presi in considerazione. Il problema vero che la disoccupazione generata dalla recente crisi appare come una forma endogena al sistema e piuttosto di sottoporsi ad una concreta analisi storica, gli stessi economisti che si affannano a dare indicazioni rassicuranti non sono ancora riusciti ad elaborare una teoria coerente che parte dalle grande depressione degli anni trenta fino ad arrivare a quella strutturale di oggi.

 

Il fatto fondamentale da cui partire, troppo spesso dimenticato dagli studiosi di scienze economiche, politiche e sociali, che lavorano ognuno in un ristretto campo specializzato, è che il capitalismo moderno è un sistema globale che sovrasta ogni forma di intervento assunto dai singoli stati. Va fatto rilevare infatti che ciò che accade in una parte del sistema si ripercuote in qualche misura su tutte le altre economie.

 

Il problema allora è in quale misura il successo o involuzione dell’economia capitalistica mondiale sia determinato in questa fase dallo sviluppo dei paesi emergenti o dagli stessi Stati uniti. Indubbiamente da oltre sessanta anni è possibile sostenere che è stata la spesa militare come altre sovvenzioni verso i paesi

 

satelliti che ha impedito al mondo capitalistico di sprofondare in una nuova grande depressione . La ragione di fondo è che l’espansione dello sviluppo di tale sistema ha trovato un punto di arresto che oggi non trova una soluzione a livello internazionale ragionevole per rimettere in moto il meccanismo dello sviluppo, sostenibile e razionalmente accettato da tutti.

 

Il problema reale che gli economisti e i politici di professione dovrebbero affrontare ma che si rifiutano ostinatamente di affrontare è perché il capitalismo del XXI secolo abbia una così accentuata tendenza alla stagnazione da richiedere forme sempre più massicce di spreco pubblico e privato per continuare a funzionare . Fondamentalmente, la ragione di questo fenomeno – checche se ne dica - è stata spiegata in forma chiara e convincente da Marx più di centocinquanta anni fa quando scrisse: “ Il vero limite della produzione capitalistica e il capitale stesso”, ovvero: “che il capitale e la sua autovalorizzazione appaiono come punto di partenza e punto di arrivo, come motivo e scopo della produzione. Che la produzione è solo produzione per il capitale, e non al contrario e i mezzi di produzione non sono dei semplici mezzi per una continua estensione del processo di vita per la società dei produttori “(Il capitale vol.III) E oggi potremmo affermare che anche la finanza, il credito e tutto ciò che ruota intorno a questo processo è funzionale al sistema.

 

In altre parole, fino a quando le forze trainanti della produzione sono il profitto e l’espansione delle imprese che forniscono profitto, e fino a quando i redditi dei lavoratori sono contenuti precisamente allo scopo di rendere possibile l’aumento dei profitti e una più rapida espansione delle imprese, la crescita della capacità produttiva della società tenderà a superare la sua capacità di consumo. E se questa contraddizione è più profonda e dilagante oggi di quanto non lo fosse ai tempi di Marx, la ragione che il periodo che è trascorso da allora il processo di concentrazione del capitale – elemento inevitabile dello sviluppo capitalistico – è andato così avanti che i monopoli, la finanza strutturata, hanno oggi il potere di sfruttare non soltanto le classi sociali addette direttamente nei processi produttivi ma anche verso gli strati della società civile quali i ceti medi, quadri e dirigenti, allargando così il divario tra la ricchezza da un lato e la povertà dall’altro. Proprio quando esistono le condizioni oggettive, economiche, finanziarie e le risorse in grado di fornire ad ognuno – senza eccezione – i mezzi per una vita umana decente e dignitosa.

 

In queste circostanze la classe politica furbacchiona, gli economisti avveduti e i guru della finanza si sono addossati il compito di nascondere i fatti, di far apparire come controllabile ciò che è fuori di controllo, di razionalizzare un sistema che condanna centinaia di migliaia di milioni di uomini ad una vita di miseria e disperazione, che mette in pericolo attraverso la sua sfrenata dissipazione e violenza la stessa continuazione della vita sul nostro pianeta.

 

*(segretario generale federpromm-Cil)

 

GENOVA: IL MOVIMENTO VOLONTARI PER L’ITALIA FONDA A GENOVA IL GRUPPO PROVINCIALE.DANIELA DEL PRETE E’ LA SEGRETARIA PROVINCIALE.

Il Presidente Nazionale Gerardo ROSA SALSANO ha incontrato a GENOVA, nella sede del VOI VOLONTARI PER L’ITALIA, la neo segretaria Daniela Del Prete.

 

E’ intervenuta la Neo Segretaria: il gruppo politico a Genova è entusiasta e voglioso di lavorare per lo sviluppo del territorio. La nostra è l’altra politica oltre la sinistra e la destra, scavalcando il centrismo statico Casiniano. Ci collocheremo tra la gente e lavoreremo per dare un futuro ai nostri figli. Punteremo ai progetti e non alle poltrone.

 

Conclude il Presidente Salsano: ho incontrato il gruppo dirigente del VOI genovese e devo dire che Daniela sta effettuando un ottimo lavoro. Le professionalità che ha raccolto attorno al movimento politico genovese sono di elevata statura culturale e sociale e questo la dice lunga sulle reali prospettive del partito nei prossimi mesi.

Grazie Daniela

 

AL MIO PRESIDENTE NELLA SPERANZA CHE POSSA DIVENTARLO PER TUTTI GLI ITALIANI

Carissimo Gerardo, ho aspettato qualche giorno a mandarti queste mie riflessioni per lasciar scemare l'entusiasmo e l'emozione che, sicuramente, hai vissuto dal 5 settembre. Sai che non avrei mancato quell'incontro a Roma per nessun motivo, ho finalmente conosciuto le splendide persone con cui ho parlato solo virtualmente per qualche mese. Mi dispiace per Mario Guidetti ma conto di conoscerlo presto, sai che sono seduta anch'io a quel tavolo!

Sei stato grande! Hai saputo trasmettere entusiasmo, motivazioni sociali e tutto quanto potesse servire a far nascere un partito politico con le basi caddiane, hai ampiamente dimostrato di essere quell'Andreotti giovane che ti ho sempre detto che sei.

Adesso arriva la parte più difficile, più pesante dove dovrai veramente dimostrare di essere quel leader che tutti si aspettano. Quel giorno tu hai preso a nome e per conto nostro dei grandi impegni, ci hai chiesto di cambiare l'Italia già a partire da una regione ben difficile: la Sicilia.

Andreotti cominciò in un momento più facile, certo la situazione economica era pesante ma c'era e ben visibile un futuro sereno, i partiti politici avevano un senso dello stato ed era chiara la loro posizione; oggi non è più così.

La situazione economica è ancora difficile e il disagio dilaga ma, purtroppo davanti a noi non c'è più la speranza di un futuro. Tu hai voluto e lavorato duramente per creare e far crescere il Cad, questo era e deve essere il tuo sogno realizzato: solo dal Cad si può far crescere il Voi, deve essere l'esempio a dimostrare che chi si presenta per il Voi è diverso e lo ha dimostrato sul campo, oggi le parole non servono più. Siamo subissati da parole, urla, progetti irrealizzabili e inutili promesse elettorali.

Dobbiamo, e già lo stiamo facendo, essere unici, uniti nel progetto sociale, il Cad deve crescere fare rete veramente, portare avanti progetti, regione per regione, provincia per provincia e poi mettere tutto insieme, unire le forze per trasformare questi progetti in valanghe che cambino l'attuale gestione della cosa pubblica, non si deve solo dire si può: lo si deve dimostrare e noi ne siamo capaci!

Il progetto di comunicazione che mi hai mandato ha delle validissime fondamenta, sono le stesse che si usano normalmente nelle campagne elettorali e nelle fidelizzazioni dei marchi e dei prodotti. Come pensi che vengano fatte le comunicazioni elettorali: sapendo quali argomenti e quale linguaggio usare. L'essere iscritti a delle associazioni, frequentare o meno delle palestre, sapere in quale supermercato fai la spesa, che tipo di vacanze fai, che radio ascolti: queste sono le informazioni che involontariamente diamo alle società di raccolta dati, può sembrare banale ma da queste informazioni si preparano le comunicazioni e si può arrivare a farle quasi a livello personale.

Non voglio tediarti con dei concetti di marketing, ti dico solo che tramite il Cad, si possono avere gratuitamente e senza sforzi (sopratutto senza fare lotterie che possono solo offendere chi si candida).

E' il Cad lo strumento, il mezzo più giusto e adatto per far crescere in maniera esponenziale il Voi, non fermarti alle apparenze, hai intorno a te professionalità, fiducia e disponibilità.

Fermati, guardati intorno, organizzati con gli occhi ben aperti e rivolti al futuro, al futuro più grande a cui tu possa pensare, avrai sempre tempo per ridimensionarti. Ricordati però che solo una rete ben organizzata e che sappia fare il suo dovere potrà aiutarti a realizzare il tuo sogno e quello di chi sta credendo in te, mettendoci tempo, lavoro, professionalità.

Con affetto

 

Enrica

 

Convocazione delle Regioni per lo start up operativo del Movimento Politico

                            VOI


                      “Volontar pe lItalia

 

 

 

 

Con decorrenza 5 settembre 2012, viene avviata la costituzione di cantieri, a livello di provincia/collegio, su tutto il territorio nazionale, con lo scopo principale di effettuare una diffusione capillare della conoscenza in merito alla nascita del Movimento Politico VOI Volontari per lItalia, ai valori che esso rappresenta e alle novità che esso introduce, nei rapporti fra i cittadini elettori e i cittadini eletti, ma soprattutto per fronteggiare emergenzialme nte la crisi politico-democratica del Paese.

Si terrà, quindi, in tale data un incontro a Roma, in via Marsala, 42 (nelle v icinanze della stazione Termini) c/o lIstituto del Sacro Cuore dei Salesiani (centralino tel: 06 4927221), al quale sono invitate tutte le persone che hanno dato dal territorio la disponibilità a essere di riferimento per lavvio dei suddetti cantieri.

Lincontro si svolgerà con il seguente O.d.G.:


 

  -    Ore 10,30     Benvenuto e apertura dei lavori          Gerardo Rosa Salsano (Presidente)

(dalla filosofia caddiana la nascita del VOI)


      Ore 10,45    Il progetto politico del Mvimento         Sandro Scarfini (Segretario Politico)

                                    (linee guida del programma)


  -      Ore 11,00    Lo Statuto, lorganizzazione e il Regolamento   Ciro Scognamiglio            

                                                                                                      (Segretario Organizzativo)


  -      Ore 11,30    Il Codice Etico e il Giuramento del Volontario    Sandro Scarfini 

                                                                                      (Segretario Politico)


  -      Ore 12,00    Work Shop 1° parte (con la partecipazione di tutti i convenuti*)


  -      Ore 13,30    Pausa pranzo


  -      Ore 15,00    Work Shop 2° parte (con la partecipazione di tutti i convenuti*)


  -      Ore 16,30    Obiettivi e assunzione degli impegni   Ciro Scognamiglio 

                                                                                           (Segretario Organizzativo)


  -      Ore 17,00    Conclusioni                                       Gerardo Rosa Salsano ( Presidente)

 

 

Roma, 28 agosto 2012                          La Segreteria Organizzativa